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All’inizio era semplicemente un corso universitario di Pubblicità da dover seguire, per concludere il mio piano di studi.

Le solite lezioni universitari che sei costretta a subire, ore interminabili di spiegazioni,di parole che nemmeno ascolti e ti domani: ” perché proprio a me, cosa ho fatto di male”.

Ma man mano che il corso andava avanti, mi rendevo conto della sua utilità, riprendere le terminologie tecniche della pubblicità, che ormai avevo eliminato dalla testa, mi ha fatto bene (come un po’ tutti, ero convinta di ricordare qualsiasi cosa avessi appreso durante la triennale ” Ma io questo lo so” pensavo sempre).

Le pecche ci sono, come sempre, orari sballati, sveglie alle 7 del mattino, difficoltà nel interagire con una classe già formata da tempo, ma alla fine ci sono anche le soddisfazioni, saper creare una bozza pubblicitaria, riuscire ad assumere un linguaggio specifico durante un meeting e soprattutto avere una interazione diretta con un professore professionista, che ti racconta le su

e esperienza nel campo della pubblicità e della televisione, che sa metterti a tuo agio – dici qualsiasi cosa, qualsiasi idea ti venga in mente, anche se pensi che sia sbagliata, ti aiuta a capire i tuoi errori e a modificarli – .

Adesso quando ci vado, un po’ di insofferenza c’ è sempre  perché ne ho seguiti fin troppi di corsi, ma dopo essermi seduta inizio la lezione di buon grado, sperando che anche questa volta possa imparare qualcosa di nuovo.

Laura de Angelis

 

Sebastiano Deva, provocatore religioso, che con le sue opere ha creato scalpore a Napoli.

 

 

I manifesti che tappezzano la città di Napoli, Via Marina e Via Volta, non passano di certo inosservati, parliamo di immagini “religiose”.

Una santa modella ritratta in un puro stato di piacere, destando critiche sia dalla politica che dal Vaticano.

Già alla mostra del Pan di Napoli, il “ Cristo velato da un preservativo” aveva creato malumore e polemiche alla giunta comunale, adesso di nuovo in piazza con le sue opere polemiche.

Lo ritroviamo al Madre per l’atto finale di Mystica.

L’ artista lo descrive come un progetto basato su un piano strategico di comunicazione, ricco di contenuti diretti.

Creando un binomio tra sesso – religione, ha trovato consensi da parte di molte persone, con 22.000 visite al sito.

Attraverso il portale di internet, ha lavorato sul confine dell’immagine e sull’arte contemporanea, creando suggestioni poetiche ed erotiche basate sulle condizioni del corpo femminile e portando avanti la dottrina teologica.

 

La rappresentazione del 18 si basa su una visione mistica immaginaria, di una visione sonora molto forte che riporta al corpo femminile, alla sua sensualità, dando la possibilità di sviluppare rimandi di immagini sacre.

Il suo interesse su questo tema, così profondo e sacro, è nato da molto poco, da quando comprò per caso un libro, e appassionato all’ argomento, decise di approfondirne gli studi. Deva, infatti, si batte molto sul tema della letteratura femminile, indicando le donne come le prime a scrivere in un momento in cui la letteratura italiana ancora non esisteva, dovendo inventare un nuovo tipo di linguaggio, di metafore e figure retoriche per esprimere le proprie sensazioni.

L’artista descrive e vede il corpo femminile come il più controllato e sfruttato al giorno d’oggi, ed è per questo che ha voluto immortalare la frase di una santa su un cartellone, sovrapposta all’ immagine di una donna in estasi sessuale, creando un messaggio di spicco e provocatorio per diffondere un’ idea di sessualità in modo più profondo e ricercato.

Con tale opera ha chiamato contro di sé  la censura del Sindaco della città di Napoli, definendola “la faccia pulita di un sistema corrotto”, affermando che si tratta di una censura conforme al consumismo, garantendo una percezione capitalistica del sistema. La Iervolino ha motivato il decreto  come tutela alla laicità della società, rendendo, secondo l’artista, impugnabile.

 

I suoi manifesti non rappresentano una sorta di pubblicità ma una critica al consumismo, un modo per destare scalpore, lasciando la gente sbalordita e propensa alla riflessione, cercando di destare, perché no, anche interesse da parte della Chiesa stessa, perché come dice l’artista stesso: “ se i precetti Cattolici servono ad avere un approccio alla vita più ordinato, restando così statici davanti ad una società che si evolve in tempi frenetici, giungeremo presto al collasso “.

 

Questo il pensiero di un artista molto religioso, che proprio per il suo legame alla fede, ha voluto approfondire un argomento così scabroso per il resto della società, andando incontro a censure e denunce.

 

 

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Laura de Angelis

Napoli Sotterranea, un viaggio nel tempo a quaranta metri di profondità.

 

 Una visita alla Napoli Sotterranea potrebbe essere un esperienza che cambia decisamente il modo di vedere la città e viverla; parliamo di chilometriche gallerie che si estendono nel sottosuolo di Napoli formando caverne, cisterne, cunicoli e pozzi. Nate cinquemila anni fa in seguito all’ estrazione di tufo per la costruzione della città, furono poi adibite ad acquedotto, senza cessare, però, di essere utilizzate come cave. Accresciuto ed ampliato nei secoli successivi, il sistema creato dai romani fu usato da tutta la città per l’approvvigionamento idrico, fino a quando nel Seicento si cominciò a costruire un nuovo acquedotto parallelo: così lentamente le cisterne andarono svuotandosi, avendo perso la loro funzione originaria.

Ma la storia del sottosuolo napoletano non termina qui, anzi, esso fu adibito dai napoletani a svariati scopi, come abitazione nei periodi di carestia, come nascondiglio e  rifugio antiaereo durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Terminata la guerra, in seguito alla dolorosa ricostruzione della città, per mancanza di mezzi di trasporto,tutti i detriti furono gettati negli antichi pozzi, fin quando nel 1987 Enzo Albertini, attuale presidente dell’Associazione Napoli Sotterranea, diede vita ad un comitato per la valorizzazione e la nascita del sottosuolo partenopeo, organizzando “passeggiate”( volontari che si calavano nelle viscere di Napoli per riportare alla luce un reperto storico) in alcuni punti di interesse storico.

Sulle mura sono graffite pagine di storia, nomi, caricature di personalità dell’epoca, costumi dell’epoca, soldati di varie nazioni, date, esternazioni di chi, costretto a restare in quei luoghi per nascondersi, volle tramandare ai posteri le sue considerazioni.

Visitare la Napoli Sotterranea, è un vero e proprio viaggio nella storia, un’ esperienza irripetibile, che potrebbe darvi la possibilità di incontrare anche il rinomato spirito che vive nei sotterranei della città, il Monaciello, spiritello dispettoso e imprevedibile.

                                                                                                                                                                                                                 Laura de Angelis

“I consigli della Fornero sono talmente fuori dalla realtà da farci pensare che per fare il Ministro non basta essere Professori e ci convince che forse dovremmo essere tutti più schizzinosi, o meglio ‘choosy'”. Ai giovani della Cgil non sono piaciute affatto le parole del ministro del Lavoro sul fatto che i giovani non debbano essere troppo ‘selettivi’ sulle prime offerte di lavoro.

Fonte: rainews24

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